Il 19 agosto 2022 è stata pubblicata in  Gazzetta Ufficiale la legge di conversione (122/2022)  che contiene  le modifiche apportate dal Parlamento al decreto legge 73/2022 (c.d. “Semplificazioni”).

La legge di conversione del decreto è ricca di importanti provvedimenti  che interessano gli Enti del Terzo Settore.

I più significativi sono riferiti ai maggiori tempi di verifica concessi agli uffici del Runts per la verifica dei dati e quindi della trasmigrazione delle Odv, Aps nel registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), ai maggiori termini concessi per la modifica degli statuti con il maggioranze semplificate, alle modifiche /integrazioni di alcuni articoli relativi alla parte fiscale del Codice del Terzo settore.

Con la presente riepiloghiamo le novità di maggiore interesse.

Maggior tempo concesso agli Uffici del Runts per il controllo e la verifica degli statuti delle Aps e delle Odv in trasmigrazione

L’articolo 25-bis inserito in sede di conversione del decreto concede più tempo agli uffici del Runts per il perfezionamento della procedura di iscrizione nel Runts prevista per le associazioni di promozione sociale e per le organizzazioni di volontariato che sono trasmigrate al nuovo Registro unico dai previgenti registri (ai sensi dell’art. 54 del CTS). Come è ben noto il termine concesso dall’articolo 54 comma 2 e dal DM 106/2020 ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti per l’iscrizione degli enti di propria competenza da parte dei vari Uffici del Runts è stato fissato in 180 giorni a partire dai 90 gg successivi alla data (23/11/2022) in cui ha avuto inizio il processo di trasferimento al RUNTS dei dati relativi agli enti iscritti nei registri delle ODV e delle APS delle regioni e province autonome e nel registro nazionale delle APS. Ai sensi dell’articolo 31 comma 4 del predetto DM 106 infatti “ciascun ufficio regionale o provinciale del RUNTS, prese in carico le informazioni riguardanti gli enti aventi la sede legale nella propria Regione o Provincia autonoma, verifica, entro centottanta giorni, la sussistenza dei requisiti per l’iscrizione degli enti di propria competenza”.

Con apposito emendamento  introdotto appunto  in sede di conversione del decreto 73/2022,  nel conteggio dei 180 giorni previsti per la richiesta di modifiche statutarie, informazioni, dati e documenti mancanti e la verifica della sussistenza delle condizioni e requisiti  per l’iscrizione ,  non si considera  il periodo  1° luglio 2022 – 15 settembre 2022 e  pertanto i nuovi termini utili ed ultimi  previsti per l’esame dei suddetti  requisiti formali e documentali  da parte degli Uffici del Runts slittano al 5 novembre 2022; decorso tale termine ed in assenza di qualsiasi provvedimenti di iscrizione o rigetto l’ente “trasmigrato” al Registro dovrà comunque essere iscritto nella corrispondente sezione delle ODV o delle APS, a seconda della tipologia di registro di settore dal quale sono pervenuti al RUNTS i dati comunicati.

Si segnala poi che sul sito del Ministero del Lavoro sono riportate precisazioni sulle sospensioni dei termini in questione in un esaustivo articolo intitolato “ODV e APS in trasmigrazione: sospensione dal primo luglio al 15 settembre dei termini dei procedimenti di verifica” con esposizione di casistiche specifiche.

 

Adeguamento degli statuti delle ODV/APS /ONLUS

Il decreto semplificazioni  all’articolo  26-bis concede l’ennesima proroga temporale  -dal 31 maggio al 31 dicembre 2022-  del termine ultimo previsto (articolo 104  Dlgs 117/2017) per le Onlus, Odv e Aps iscritte nei previgenti registri di settore per effettuare l’adeguamento dei propri statuti sociali alle nuove disposizioni “inderogabili” o per “introdurre clausole che escludono  l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria” con le modalità e  le  maggioranze  previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria.

Ricordiamo che in sede di modifica dello statuto sociale ai fini dell’adeguamento alle nuove disposizioni previste dal Codice del Terzo settore nel caso in cui in tale sede  vengano introdotte anche clausole facoltative l’Ente deve sottoporre la delibera della modifica statutaria  all’assemblea dei soci che dovrà approvarla mediante il quorum previsto per l’assemblea straordinaria.

Agevolazioni anche per gli enti che entrano nel Runts e che in precedenza non erano iscritti in precedenti Registri di settore

Le disposizioni agevolative che risultano già applicabili in via transitoria dall’entrata in vigore del Codice del terzo settore e  fino alla piena efficacia della nuova disciplina che sarà sancita dalla prescritta autorizzazione della Commissione europea a Onlus, Odv e Aps che risultavano già iscritte nei precedenti registri di settore (quali le erogazioni liberali, i titoli di solidarietà, i social  lending, i social bonus, i  tributi locali, le imposte indirette) possono essere fruibili grazie al nuovo decreto anche  da tutti i soggetti di nuova costituzione o che non risultavano iscritti precedentemente in alcun registro e che si iscrivono nel  Registro Unico del Terzo settore. Questa novità risulta molto importante per le associazioni che si iscrivono nel Runts e che possono ad esempio fruire sin dall’avvenuta iscrizione delle agevolazioni ad esempio previste in tema di esonero dell’imposta di bollo o di registro ai sensi dell’articolo 82 D.lgs 117/2017.

 

Alcune modifiche alla disciplina fiscale del Codice del Terzo settore

Diverse sono le modifiche/integrazioni che interessano la parte fiscale e degli Enti del Terzo settore.

Imposte Indirette (art. 82) Viene previsto dal legislatore per tutti gli Ets, comprese  le imprese sociali, l’applicazione dell’imposta di Registro in misura fissa agli atti  contratti, convenzioni ed ad ogni altro documento inerenti l’attività di interesse generale di cui all’art. 5 svolte in convenzione, contratto  o in base ad  accreditamento con le Amministrazioni pubbliche o UE od organismi pubblici di diritto internazionale.

Disposizioni in materia di imposte sui redditi (art. 79)

Per la verifica della commercialità o meno delle attività d’interesse generale viene previsto con le novità del decreto convertito con modificazioni e più precisamente all’articolo 26 che nel calcolo dei costi effettivi potranno essere inclusi anche quelli imputabili alle stesse attività, quali i costi indiretti e generali ivi compresi quelli finanziari e tributari oltre ai costi diretti previsti dalla precedente impostazione normativa.

Con il dl 73/2022 convertito viene quindi inserita dal legislatore un’importante integrazione attesa dagli operatori, con l’aggiunta al comma 2 dell’art. 79 della definizione in maniera chiara ed inequivocabile (“forse”) del concetto di “costi effettivi”.

Per la verifica della natura non commerciale delle attività di interesse generale, l’Ente del Terzo settore dovrà pertanto alla luce delle suddette integrazioni effettuare il confronto tra i corrispettivi ed i ricavi realizzati con i costi e oneri direttamente ed indirettamente connessi inerenti appunto le cessione di beni o prestazioni di servizi.  La verifica della commercialità o meno delle attività di interesse generale, snodo importante per la qualificazione fiscale degli ETS , diventa con le modifiche apportate all’articolo  79 D.lgs 117/2017 più  “sostenibile” dovendo confrontare i corrispettivi e ricavi realizzati  , non più soltanto con i soli costi diretti ma anche con quelli indiretti, generali, finanziari e tributari, soluzione già sostenuta dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti in un corposo documento sul Codice del Terzo settore pubblicato nel 2019. Nel caso in cui i ricavi ed i corrispettivi  dell’attività generale non superino i costi effettivi secondo la nuova definizione , l’attività di interesse generale si potrà considerare non commerciale.

Inoltre si evidenzia l’aumento seppur limitato rispetto alla previgente normativa dei limiti percentuali utili a determinare la commercialità o meno delle attività di interesse generale; l’attività di interesse generale si considera non commerciale se i ricavi non superano i costi effettivi ovvero se li superano ma entro il limite del 6% e per non oltre tre periodi d’imposta consecutivi. In pratica aumenta dal 5 al 6 per cento la soglia di ricavi ed aumentano i periodi d’imposta utili per la verifica dei limiti percentuali da due a tre.

Inoltre il decreto semplificazioni al comma 5-ter dell’articolo 79 Dlgs 117/2017,  aggiunge la previsione che “per i due periodi d’imposta successivi all’autorizzazione della Commissione europea , il mutamento di qualifica (da ETS non  commerciale a ETS commerciale  e viceversa) opera a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui avviene il mutamento di qualifica”. In pratica , allo scopo di agevolare gli enti del terzo settore nella difficile fase di transizione alla nuova disciplina fiscale, solo per i primi due anni successivi a quello in cui perverrà l’autorizzazione della Commissione europea nel caso di mutamento di qualifica da ETS commerciale o viceversa il mutamento di qualifica  non opererà  come previsto dalla legge a regime “ dal periodo d’imposta  in cui l’Ente assume natura  commerciale” , ma soltanto dal periodo d’imposta successivo a quello in cui avviene il mutamento di qualifica , risolvendo in parte e solo per i primi periodi il problema annoso dell’obbligo di  ricostruzione della contabilità con modalità  retroattiva al 1° gennaio dell’anno in cui  è avvenuto il mutamento oltre all’eventuale ricalcolo delle imposte.

Tra le novità si segnala anche la sostituzione al comma 6 dell’articolo 79 (riferito all’agevolazione della non commercialità per l’attività svolta dagli ETS nei confronti dei propri associati e loro familiari e conviventi in conformità alle finalità istituzionali dell’ente) delle parole “familiari e conviventi” in “familiari conviventi”. Si evidenzia infine l’importante integrazione al terzo periodo del comma 6 per quanto concerne la non commercialità delle attività svolte nei confronti di familiari conviventi a fronte del pagamento di corrispettivi specifici. Tali ricavi, fino alle modifiche intervenute erano sempre e comunque considerate attività di natura commerciale (le APS rimanevano le uniche tipologie di associazioni che mantengono la non commercialità dei corrispettivi specifici versati dagli associati e familiari conviventi). Ora dopo la modifica introdotta dal Decreto “semplificazioni” convertito, l’articolo 79 comma 6 Dlgs 117/2017 prevede che “le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli associati e dei loro familiari conviventi erogate a fronte del pagamento di specifici corrispettivi”…. non si considerano di natura commerciale solo se svolte alle condizioni di cui ai commi 2 e 2-bis dello stesso articolo 79, cioè se le attività de quo si riferiscono ad attività di interesse generale non commerciali. (i relativi ricavi non devono superare i costi alle condizioni e nei limiti dei comma 2 e 2-bis art. 79).

Pubblicato il: 19 Settembre 2022 / Categorie: Aggiornarsi, Area Contabile Fiscale Lavoro, In Evidenza, News /