Con l’art.1 della Legge di bilancio (L.178/2021) sono state apportate alcune modifiche per quello che riguarda le operazioni transfrontaliere, con la soppressione dell’obbligo della trasmissione trimestrale di dette operazioni tramite l’esterometro; ulteriori modifiche sono poi state apportate dal Decreto semplificazioni (dl 73/2022).
Dal 1° luglio 2022 l’invio dei dati delle operazioni transfrontaliere deve avvenire esclusivamente tramite il Sistema di Interscambio utilizzando il formato XML della fattura elettronica. Sono cambiate non solo le modalità, ma anche i tempi per l’invio: si è infatti passati da una trasmissione di dati massiva con cadenza trimestrale a una comunicazione telematica per ogni singola operazione. Da luglio, inoltre, la trasmissione al SdI dei dati delle operazioni estere si applica anche alle partite Iva che abbiano optato per i regimi forfettari (prima esonerati).
Vediamo i riflessi pratici per le asd/ssd in regime forfettario di cui alla L.398/91, che vengono coinvolte in questo adempimento se soggette alla fatturazione elettronica, obbligo che è scattato dal 1/7/2022 se “nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi……, ragguagliati ad anno superiori a 25.000 euro”; ricordiamo che prudenzialmente, in assenza di precise ed univoche indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, è opportuno considerare ricavi tutte le entrate, commerciali e non, con la sola esclusione delle quote associative (vedi mia circolare sull’argomento del 4/5/2022).
Ricordiamo per completezza che, per chi è sotto tale limite di € 25.000, gli obblighi scatteranno dal 1/1/2024.
Operazioni soggette a fatturazione elettronica
Sono coinvolte nella fatturazione elettronica, tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi, sia effettuate che ricevute, con soggetti che non siano stabiliti nel territorio della Stato Italiano.
Sono escluse:
le operazioni passive (fuori campo IVA in quanto estere) di importo inferiore ai 5.000 euro
Sono facoltative:
le operazioni documentate con bollette doganali (esportazioni ex art. 8, comma 1, lett. a) e b) del D.P.R. n. 633/1972)

Termini di invio
I termini di invio sono differenziati per le operazioni attive e quelle passive.
Operazioni attive
Per le operazioni emesse nei confronti di soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello stato , la trasmissione dovrà essere effettuata entro i termini di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi. Di conseguenza la fattura dovrà quindi essere trasmessa entro 12 giorni dall’effettuazione della cessione o prestazione, oppure entro il giorno 15 del mese successivo, ma solo nel caso di fatturazione differita.

Operazioni passive
Dal 1° luglio 2022 la comunicazione delle operazioni transfrontaliere avverrà in formato xml: i dati relativi alle operazioni ricevute da soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello Stato, dovranno essere trasmessi telematicamente attraverso il Sistema di Interscambio.
Pertanto per le operazioni passive, la trasmissione dovrà essere effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o d’effettuazione dell’operazione.

Compilazione delle fatture – indicazioni pratiche
Fatture attive
Per la corretta compilazione delle fatture attive nei confronti di cessionari/committenti esteri, sia soggetti passivi IVA, e anche i consumatori finali, la fattura elettronica dovrà riportare:
nel campo “Codice destinatario”, i 7 caratteri “XXXXXXX”;
nella sezione 1.4.1.1 “IdFiscaleIVA” del blocco 1.4 “Cessionario/Committente”, rispettivamente:
nel campo 1.4.1.1.1 “IdPaese”, il codice Paese estero (diverso da IT ed espresso secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code);
nel campo 1.4.1.1.2 “IdCodice”, un valore alfanumerico identificativo della controparte (fino a un massimo di 28 caratteri alfanumerici, su cui il SdI non effettua controlli di validità).
Se il cliente è un soggetto consumatore finale estero , compilare anche in questo caso solo il campo 1.4.1.1.2 “IdCodice”, lasciando vuoto il campo 1.4.1.2 “CodiceFiscale”. Per indicare in fattura l’indirizzo estero del cliente, bisognerà selezionare la nazione di appartenenza (e così non sarà necessario compilare la provincia) e il campo CAP andrà compilato con il valore generico 00000. Si potrà utilizzare l’indirizzo per indicare il CAP straniero.
Fatturazione passiva
In relazione a questa tipologia, il meccanismo dell’integrazione elettronica delle fatture prevede la predisposizione e l’invio da parte del soggetto acquirente dei seguenti tipi di documenti in formato XML:
TD17 Integrazione/Autofattura per acquisto di servizi dall’estero per i quali il cliente italiano è debitore d’imposta ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.P.R. 633/1972. Se il fornitore è stabilito in un altro paese UE si parla di integrazione, se è Extra-UE di autofatturazione;
TD18 Integrazione per acquisto di beni intracomunitari di cui all’art. 46 D.L. n. 331/1993;
TD19 Integrazione/Autofattura per acquisto di beni ex art. 17, comma 2, D.P.R. n. 633/1972.
Sanzioni
La sanzione applicabile dal 1° luglio 2022 è fissata nella misura di 2 euro per ciascuna fattura, entro il limite massimo di 400 euro mensili. La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di 200 euro mensili, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alle scadenze.
Non si tratta quindi di sanzioni elevate, anche in relazione al fatto che gli enti in questione, non hanno in genere sistematici rapporti con l’estero; rimane opportuno in ogni caso rispettare la normativa, anche per evitare verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Dott. Maurizio Annitto

Pubblicato il: 14 Luglio 2022 / Categorie: Aggiornarsi, Area Contabile Fiscale Lavoro, In Evidenza, News /