Come ormai è ben noto il 29 settembre 2022 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto correttivo – in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – che modifica il D.LGS 36/2021 recante norme per gli enti sportivi e del lavoro sportivo, uno dei principali decreti attuativi della riforma dello sport e che salvo eventuali possibili proroghe o provvedimenti del nuovo Governo in carica entrerà in vigore il 1° gennaio 2023.

Sintesi di alcune novità

In attesa della imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo definitivo che tratteremo nel dettaglio con apposita pubblicazione dedicata riepiloghiamo in sintesi alcuni dei possibili cambiamenti sulla base dei testi ufficiosi che circolano con particolare attenzione rivolta alla parte del lavoro sportivo che interessa maggiormente gli operatori del settore.

 

ENTI SPORTIVI DILETTANTISTICI

Come auspicato da tutti gli operatori del settore l’iscrizione nel Registro delle attività sportive dilettantistiche e quindi della possibilità di godere delle varie agevolazioni di settore viene esteso anche alle cooperative. Stessa opportunità viene prevista agli Enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo settore (RUNTS) che manterranno le loro caratteristiche, laddove esercenti come attività di interesse generale l’organizzazione e la gestione di attività sportive dilettantistiche applicheranno solo per quest’ultima attività la disciplina della riforma dello sport. Va accolta con favore la possibilità prevista alle numerose cooperative esistenti di proseguire la propria attività sportiva nell’ambito del dilettantismo rimaste fuori dalla formulazione iniziale del decreto 36/2021. Vengono invece eliminate le società di persone introdotte nel testo originario poiché – come riportato nella relazione illustrativa al decreto “si è inteso contenere il rischio di eccessiva confusione fra i patrimoni dei soci e quelli delle società”.

 

LAVORO SPORTIVO

Occorre premettere che quando entrerà in vigore la riforma e cioè il 1 gennaio 2023, la normativa vigente riferita ai “rimborsi forfetari, indennità di trasferta, i premi e i compensi comunque denominati erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche“ considerati fiscalmente redditi diversi e non soggetti a tassazione fino all’importo di 10.000,00 €. non si applicherà più.

L’articolo 13 del correttivo modifica l’articolo 25 del D.Lgs. 36/2021 che reca la definizione di lavoratore sportivo e disciplina il relativo rapporto di lavoro.

La riforma dello sport istituisce due tipologie di collaboratori sportivi, il volontario “sportivo” ( che  sostituisce  l’originaria figura introdotta dell’amatore sportivo)  che svolge l’attività in maniera gratuita senza alcuna forma di remunerazione salvo il rimborso a piè di lista delle spese sostenute ed anticipate per conto dell’Ente ed il lavoratore sportivo che invece percepisce compensi per l’attività sportiva svolta.

Il correttivo elimina quindi la controversa figura dell’amatore sportivo mentre modifica la figura del lavoratore sportivo rispetto alla previgente formulazione prevista dal testo originario, includendo ulteriori nuove figure. Il lavoratore sportivo dopo il correttivo è l’atleta, l’allenatore, l’istruttore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore atletico, il direttore di gara, ogni altro tesserato che svolge verso un corrispettivo le mansioni rientranti, sulla base dei regolamenti dei singoli enti affilianti, tra quelle necessarie per lo svolgimento di attività sportiva.

Tutte le figure di lavoratori e collaboratori sportivi non previste dall’elenco di cui al D. lgs 36, e che non saranno individuate tra le mansioni riconosciute dagli organismi affilianti (FSN DSA, EPS) non potranno che essere inquadrate secondo le ordinarie regole del lavoro ordinario subordinato o autonomo. Pertanto nel caso in cui alcune figure di collaboratori sportivi- si pensi ad esempio ai custodi o receptionist – non rientranti nell’elencazione tassativa dalla legge e che non verranno previste dalle delibere degli Organismi affilianti saranno considerate alla stregua di lavoratori subordinati ordinari.

Nel nuovo testo riformato dal correttivo il lavoro sportivo potrà essere svolto nella forma del lavoro di natura subordinata o di collaborazione coordinata e continuativa o di lavoro autonomo.

Per quello che riguarda l’area del dilettantismo, “il lavoro sportivo si presume oggetto di contratto di lavoro autonomo, nella forma della collaborazione coordinata e continuativa”.

Devono però verificarsi le seguenti condizioni (verso il medesimo committente):

– la durata delle prestazioni non deve superare un massimo di 18 ore settimanali non considerando il tempo dedicato alla partecipazione alle manifestazioni sportive;

le prestazioni oggetto del contratto devono risultare coordinate sotto il profilo tecnico-sportivo tenendo conto dei regolamenti delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate e degli Enti di promozione sportiva.

 

ADEMPIMENTI IN MATERIA DI LAVORO

In materia di lavoro il decreto correttivo semplifica gli adempimenti inerenti che saranno effettuati tramite il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche che sostituisce il Libro unico e le comunicazioni obbligatorie ai centri per l’impiego per i rapporti di lavoro subordinato e di lavoro autonomo in forma coordinata e continuativa prevista dalla normativa vigente.

Ricordiamo che il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche è stato istituito dal D.Lgs. 39/2021 presso il Dipartimento per lo sport e a cui sono iscritte tutte le società e associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sportiva entrato in funzione dal 31 agosto 2022. Sempre mediante il Registro sarà possibile inoltrare la comunicazione diretta all’Inps “UNIEMENS” tramite apposita funzione che sarà prevista all’interno dello stesso.

Per gli importi fino ad € 15.000,00, il sodalizio non dovrà emettere nessun cedolino paga, in quanto sempre all’interno del Registro tale adempimento sarà sostituito da una funzione che prevede la liquidazione dei compensi ed il calcolo dell’eventuale contributo previdenziale.

Nel caso in cui venga instaurato tra il sodalizio sportivo un rapporto di lavoro subordinato gli adempimenti che l’ente dovrà porre saranno quelli ordinari.

Importante chiarimento viene fornito per la figura del volontario sportivo. Il volontario sportivo non potrà in nessun modo essere remunerato.  Ai volontari sportivi potranno essere rimborsate le spese documentate di vitto, alloggio, viaggio e trasporto sostenute al di fuori del territorio comunale di residenza del percipiente.  Tali rimborsi non concorreranno a formare il reddito del percipiente ai fini fiscali.

 

NUOVA TASSAZIONE E REGIME CONTRIBUTIVO

Con la riforma dello sport i compensi sportivi erogati non saranno più considerati fiscalmente come accade attualmente “redditi diversi»; per le collaborazioni coordinate e continuative costituiranno «redditi assimilati al lavoro dipendente» mentre per quanto riguarda i compensi sportivi percepiti da titolari di partita Iva gli stessi costituiranno «redditi di lavoro autonomo».

Viene prevista la totale esenzione dagli obblighi fiscali e contributivi applicabile fino a 5.000 euro di reddito del lavoratore sportivo dilettante.

Per i compensi superiori a 5.000 euro e fino a 15.000 euro, resta applicabile l’esenzione IRPEF mentre sono dovuti i contributi previdenziali all’INPS pari al 25%.

Oltre i 15mila euro di reddito sarà dovuta sia l’Irpef che i contributi previdenziali, sia per l’area del dilettantismo che per gli atleti fino a 23 anni nel settore professionistico.

Opportuno evidenziare la previsione dell’obbligo per il lavoratore sportivo di rilasciare, all’atto di pagamento, un’autocertificazione attestante l’ammontare dei compensi percepiti per le prestazioni sportive dilettantistiche rese nell’anno solare, ai fini della corretta applicazione della norma che prevede l’esclusione dei compensi di lavoro sportivo nell’area del dilettantismo, fino a 15.000 euro, dalla base imponibile a fini fiscali.

L’aliquota contributiva prevista per i dilettanti titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa o che svolgono prestazioni autonome sarà del 25% e non più ad aliquote crescenti come previsto dalla norma originaria e saranno considerati nella base di calcolo solo il 50% dei compensi fino al 31.12.2027. La gestione previdenziale di riferimento per i lavoratori sportivi dilettanti sarà quella della gestione separata INPS di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335.

ALTRE MISURE

Viene modificato anche il regime di tassazione dei premi agli sportivi. In particolare ai premi corrisposti ai tesserati dilettanti per risultati ottenuti nelle competizioni sportive si applica la ritenuta alla fonte del 20%. Tali redditi non andranno pertanto dichiarati e non si sommeranno agli altri redditi percepiti dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi e non saranno assoggettati a contributi previdenziali.

Viene rinviata con il correttivo al 31 luglio 2023 l’abolizione definitiva del vincolo sportivo estesa anche al dilettantismo. Potrà essere prevista da Federazioni sportive e Discipline associate una disciplina di gradualità per questa abolizione.

 Si ricorda che allo stato attuale e se non interverranno modifiche o proroghe la nuova normativa entrerà in vigore il 1° gennaio 2023.

Pubblicato il: 23 Ottobre 2022 / Categorie: Area Gestione Associativa, In Evidenza /